AMFETAMINE | SIGLA: AMP

Le amfetamine sono una classe di potenti agenti simpaticomimetici con applicazioni terapeutiche, di carattere anoressizzante e psicostimolante: negli Stati Uniti sono ancora commercializzate, dietro ricetta medica, con il nome Dexedrine®. Le più comuni amfetamine sono d-amfetamina e d,l-amfetamina.

Le amfetamine sono stimolanti del sistema nervoso centrale che causano il rilascio di neurotrasmettitori quali epinefrina, norepinefrina e dopamina all’interno del cervello e dell’intero corpo umano.

L’amfetamina fu sintetizzata nel 1887. L’uso medico sperimentale delle amfetamine è cominciato negli anni Venti. È stato introdotto nella maggior parte del mondo sotto forma di Benzedrina verso la fine degli anni venti. Simpamina era il nome commerciale di un prodotto farmaceutico adrenergico derivato dall’amfetamina, venduto nelle farmacie italiane, senza necessità di ricetta medica sino al 1972.

A livello terapeutico le amfetamine venivano utilizzate, ed in alcuni paesi tuttora lo sono, per sopprimere l’appetito, per controllare il peso e per il trattamento di disturbi mentali e comportamentali (ivi comprese la narcolessia e la sindrome da deficit di attenzione e iperattività).

Le amfetamine si presentano in varie forme e si assumono in vari modi, come: polveri (con colori che vanno dal bianco al marrone o anche arancione e viola scuro; hanno un forte odore e un sapore amaro e si sniffano o si iniettano), compresse (di vario colore, si ingeriscono o si frantumano e così si sniffano o si iniettano), capsule ( hanno tanti colori, generalmente  sono avvolte in fogli di alluminio, in buste di plastica o piccoli palloncini; si ingeriscono e possono contenere un liquido rossastro-marrone).

Nel suo uso illegale la forma più diffusa oggi è lo speed. Lo speed può essere formato da amfetamine, sostanze metamfetaminiche, amfetamino-simili come l’efedrina. Il suo colore varia dal bianco, al giallo, al rosa, al marrone chiaro e dipende soprattutto dalle impurità contenute nei solventi usati nel processo chimico di realizzazione della sostanza.

Dopo decenni di abuso, la FDA (Food and Drug Administration statunitense) ha vietato l’uso come stupefacente e l’ha limitata all’uso con prescrizione medica nel 1959. L’Italia è stata uno degli ultimi paesi europei a recepire la normativa. Oggi è invece fra le nazioni più restrittive e dopo il ritiro del Plegine nessun amfetaminico è in commercio.

Nella classifica di pericolosità delle varie droghe stilata nell’articolo “Development of a rational scale to assess the harm of drugs of potential misuse” (Lancet 2007; 369: 1047–53), le amfetamine occupano l’ottavo posto.

Coloro i quali utilizzano con regolarità le amfetamine sviluppano un elevato grado di tolleranza verso gli effetti di tale sostanza, in particolare verso i pericolosi effetti simpatico-mimetici, e questo può dare loro un falso senso di sicurezza; in ogni caso sono costretti ad assumere quantità via via più elevate per avere gli effetti desiderati. L’uso continuo, come tutte le altre droghe, determina lo sviluppo di dipendenza fisica anche se questo problema è stato per molti anni non considerato o mal riconosciuto.

In considerazione della dose assunta, le amfetamine generano sensazioni di euforia, lucidità e sensazioni di accresciuta energia. L’abuso cronico di amfetamina conduce alla tolleranza e al rafforzamento degli effetti della droga. Le reazioni cardiovascolari alle amfetamine includono l’innalzamento della pressione sanguigna ed aritmia cardiaca. Reazioni più acute si manifestano con ansietà, paranoia, allucinazioni, comportamenti psicotici.