BARBITURICI | SIGLA: BAR

I barbiturici sono farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale e determinano effetti come la sedazione o l’anestesia. Inoltre possono agire come ansiolitico, ipnotico o anticonvulsivante. Possono anche essere usati come analgesici, in associazione con farmaci antinfiammatori non steroidei, con effetti in questo caso comunque piuttosto deboli.

Oggi i barbiturici sono considerati farmaci obsoleti a causa del loro ristretto indice terapeutico, della loro tossicità, del loro potenziale di abuso e per la loro pericolosità. Sono stati ampiamente sostituiti dalle benzodiazepine in campo medico nel trattamento di ansia e insonnia, soprattutto perché le benzodiazepine sono meno pericolose in caso di sovradosaggio. Tuttavia i barbiturici sono ancora oggi utilizzati in anestesia generale, per l’epilessia, per il trattamento di emicrania acuta e, dove legale, per il suicidio assistito e l’eutanasia.

I barbiturici hanno un elevato potenziale di creare dipendenza, sia fisica che psicologica, e inducono, con il loro uso regolare, una notevole tolleranza agli effetti; questo fa sì che l’individuo dipendente possa aumentarne le dosi di assunzione – volontariamente o involontariamente – rischiando in molti casi l’esito fatale: i barbiturici costituiscono infatti, ancora oggi, il primo farmaco d’abuso in caso di suicidio.

I barbiturici vengono pressoché sempre assunti per via orale e gli effetti che scaturiscono sono similari a quelli indotti dall’intossicazione da alcol. L’uso cronico di barbiturici porta alla tolleranza e alla dipendenza: barbiturici a breve durata d’azione assunti a dosi di 400 mg/die per un periodo di 2/3 mesi possono produrre un livello di dipendenza fisica significativa da un punto di vista clinico. I sintomi dell’astinenza da barbiturici sono particolarmente severi, intensi e gravi da poter condurre alla morte dell’individuo; la sindrome di astinenza da barbiturici – ben più grave rispetto, ad esempio, a quella da benzodiazepine o da alcol – è indubbiamente una delle più pericolose esistenti nel campo delle sostanze di abuso. I principali sintomi della crisi di astinenza di barbiturici sono costituiti da tremori, sudorazione, ansia, agitazione, tachicardia, ipertensione, convulsioni, deliri.

Nella classifica di pericolosità delle varie droghe stilata nell’articolo “Development of a rational scale to assess the harm of drugs of potential misuse” (Lancet 2007; 369: 1047–53), i barbiturici occupano il terzo posto.

I barbiturici possono essere classificati in funzione della loro durata d’azione. Pertanto, possono essere così suddivisi:

  • Barbiturici a durata d’azione ultrabreve (20 minuti circa), a questa categoria appartiene il tiopental;
  • Barbiturici a durata d’azione breve (3-4 ore), a questa categoria appartengono il pentobarbital e il secobarbital;
  • Barbiturici a durata d’azione intermedia (4-6 ore), a questa categoria appartengono l’amobarbital e il butabarbital;
  • Barbiturici ad azione prolungata (6-12 ore), a questa categoria appartengono il primidone e il fenobarbital.