CARFENTANYL | SIGLA: CFY

Carfentanil, o Carfentanyl, è un analogo sintetico del popolare oppioide analgesico fentanyl; trattasi di uno dei più potenti oppiacei che si conoscano ed anche il più potente oppioide disponibile in commercio. La molecola ha una potenza analgesica di circa 10.000 volte quella della morfina, 5.000 volte quella dell’eroina e 100 volte quella del fentanyl, con attività negli esseri umani a partire da circa 1/2 µg.

Il Carfentanil, sintetizzato per la prima volta nel 1974 dalla Janssen Pharmaceutica ed immesso sul mercato nel 1986, è destinato esclusivamente all’uso sugli animali perché la sua estrema potenza rende il suo uso inappropriato e pericoloso nell’uomo. È il sufentanil, circa 10-20 volte meno potente rispetto al carfentanil, l’analgesico più forte usato nell’uomo, con un’efficacia da 500 a 1000 volte quella della morfina, a parità di dose.

La tossicità del farmaco per gli esseri umani, così come la sua relativamente facile reperibilità in commercio, hanno negli ultimi anni sollevato notevoli e crescenti preoccupazioni circa il suo potenziale utilizzo come arma di distruzione di massa da parte di nazioni senza scrupoli e gruppi terroristici ad esse affiliate. Del resto, un comprovato utilizzo della molecola in tal senso esiste, seppur per finalità opposte: uno specifico studio condotto su indumenti e campioni urinari di alcuni cittadini inglesi sopravvissuti all’attacco terroristico ceceno nel teatro Dubrovka del 2002, rivelò la presenza di carfentanil e remifentanil; tali sostanze vennero con tutta probabilità nebulizzate nei condotti di areazione del teatro prima dell’irruzione delle forze militari russe che posero fine al sequestro, al fine di sedare i sequestratori e renderli inoffensivi prima dell’irruzione.

Dal punto di vista farmacologico, il carfentanyl agisce principalmente come agonista sui recettori oppioidi μ ed in misura molto minore su quelli kappa e delta; gli effetti analgesici indotti dal farmaco sono similari a quelli di altri oppioidi ma la sua potenza induce importanti effetti secondari tra i quali la sedazione è indubbiamente prevalente: questo è in definitiva il motivo per cui il farmaco viene esclusivamente utilizzato per indurre la sedazione in animali di grandi dimensioni. Altri effetti stimati ed ipotizzati del carfentanyl sono la depressione del sistema respiratorio, la depressione del riflesso tussivo e la costrizione delle pupille ma, ad oggi, non esistono ancora modelli umani relativi all’assunzione del farmaco dal momento che, come detto, il suo utilizzo è riservato all’ambito veterinario. Similarmente, non esistono ad oggi studi scientifici che abbiano indagato sul profilo metabolico del farmaco dopo la sua somministrazione sugli esseri umani; alcuni studi proiettivi suggeriscono un metabolismo di tipo epatico con conseguente produzione di almeno 12 metaboliti primari ed un metabolita secondario.

Il carfentanyl è classificato come Schedule II nel Controlled Substances Act degli Stati Uniti e la preoccupazione ed allerta riguardante l’abuso di tale farmaco nell’uomo ha subito una impennata dopo il 2010 quando si sono iniziati a registrare svariati casi di overdose e morte per assunzione del farmaco.

L’utilizzo ricreativo ed illecito del carfentanil, infatti, è un fenomeno relativamente recente e purtroppo in costante espansione, anche nei suoi effetti pericolosi e potenzialmente letali. Vale la pena sottolineare come il farmaco, fino al 1° Marzo 2017, non fosse considerato come sostanza narcotica controllata in Cina: questo significa fondamentalmente che, sino a quella data, enormi quantità di carfentanil sono state prodotte legalmente in Cina per poi essere esportate in tutto il mondo, spesso mascherato sotto altra forma. Nel giugno 2016, ad esempio, le autorità canadesi intercettarono 1 kg di carfentanil proveniente dalla Cina in una scatola etichettata come “accessori per stampanti”: se immesso sul mercato, tale quantitativo avrebbe potuto tranquillamente essere suddiviso in qualcosa come 50 milioni di dosi letali, un numero sufficiente per eliminare tutta la popolazione canadese.

La pericolosità del farmaco è inoltre dimostrata da un altro dato statistico recente: nel solo mese di agosto 2016, in una area circoscritta degli Stati Uniti, si registrarono oltre 300 casi di overdose ed alcuni casi di morte dovute alla presenza massiccia di carfentanyl mischiato all’eroina che gli assuntori credevano di iniettarsi. Il carfentanyl è indubbiamente più semplice da sintetizzare rispetto all’eroina ed il costo in tal senso è notevolmente più basso: è pratica ormai comune, da parte dei laboratori clandestini di sostanze stupefacenti, creare mix di eroina e carfentanyl per poi immetterli sul mercato al posto dell’eroina pura, al fine ovviamente di ottenere un maggiore guadagno.