ECSTASY | SIGLA: MDMA

La 3,4-metilenediossimetanfetamina, più comunemente nota come MDMA o Ecstasy è una feniletilamina, e più specificamente una metamfetamina dagli spiccati effetti eccitanti, anche se non propriamente psichedelici. Si tratta di un composto semisintetico ottenuto dal safrolo, uno degli olii essenziali presenti nel sassofrasso, nella noce moscata, nella vaniglia, nella radice di acoro, e in diverse altre spezie vegetali.

Sintetizzata per la prima volta nel 1912 da un’industria farmaceutica tedesca, che pensava di poterla successivamente commercializzare come trattamento per l’obesità, venne invece da subito destinata, a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, a fini bellici e consegnata in seguito alle potenze alleate come bottino di guerra a seguito della sconfitta della Germania. Rimasta nel dimenticatoio per molti anni, l’MDMA ha cominciato ad avere popolarità negli Stati Uniti negli anni settanta/ottanta grazie alla sua capacità di abbassare lo stato d’ansia e la resistenza psichica dei soggetti assuntori, nonché per le sue proprietà sedative. Negli Stati Uniti è stata utilizzata a fini medici fino al 1985 (in Italia fino al 1988) momento in cui ha iniziato ad acquistare popolarità come club drug, in virtù dei suoi potenti effetti stimolanti ed empatogeni. L’MDMA può essere venduta in pastiglie, raramente in polvere da inalare. L’MDMA viene anche somministrata sciolta in acqua o in bevande. Alla bevanda nella quale è disciolta solitamente conferisce un sapore amaro, senza però cambiarne il colore e se agitata produce una sorta di schiuma.

I principali effetti indotti dall’assunzione di MDMA sono: stimolazione del sistema nervoso centrale, euforia, senso di felicità diffusa, illusione di grandi legami emotivi con cose o persone sconosciute, diminuzione dell’appetito, aumento della temperatura corporea, talvolta acidità di stomaco, lieve perdita del controllo muscolare, sbalzi di pressione dovuti alla sensazione di euforia, basso livello di salivazione. L’effetto maggiormente pervasivo dell’MDMA, verificabile nella pressoché totalità degli individui che hanno assunto una determinata dose della sostanza, sono le mascelle serrate. Coloro che la assumono frequentemente riportano effetti avversi quali accresciuta tensione muscolare, sudorazione, irrequietezza, confusione, convulsioni, panico, secchezza alle fauci, diarrea e nausea. L’uso di MDMA, inoltre, può portare a ipertermia (innalzamento della temperatura corporea) specialmente in conseguenza di periodi di attività prolungati come il ballare. Alcuni consumatori di MDMA esagerano così nel consumo di acqua con lo scopo di compensare la perdita di liquidi e l’ipertermia, scatenando un’intossicazione acuta da acqua.

Nella classifica di pericolosità delle varie droghe stilata nell’articolo “Development of a rational scale to assess the harm of drugs of potential misuse” (Lancet 2007; 369: 1047–53), l’ecstasy occupa il diciottesimo posto.

La via nervosa principalmente interessata dall’ecstasy è quella serotoninergica. Anche i sistemi della dopamina e noradrenalina vengono influenzati dalla sostanza. La serotonina è coinvolta nella modulazione di diversi processi cerebrali come le emozioni, il comportamento sessuale, il tono dell’umore, l’aggressività, il sonno, l’appetito, l’apprendimento e la memoria. L’ecstasy agisce sul sistema serotoninergico come potente agente rilasciante la serotonina, sia “in vivo” dopo singola o multiple somministrazioni, sia “in vitro”. In sostanza l’azione è molto simile a quella delle amfetamine solo che, a differenza di queste, l’ecstasy “lavora” principalmente sulla serotonina rendendola disponibile, in grande quantità, nello spazio sinaptico; come le amfetamine, per la sua struttura chimica, è potente e dura a lungo.

Dopo l’iniziale liberazione massiva di serotonina, l’MDMA provoca un effetto opposto, poiché determina il blocco della sintesi di serotonina; viene infatti inibito l’enzima triptofano-idrossilasi deputato alla sintesi del neurotrasmettitore. Ciò avviene dopo qualche ora, quando si è avviata l’ossidazione dell’ecstasy ad opera di un metabolita. L’andamento dei livelli di serotonina corrisponde agli effetti comportamentali dovuti all’ecstasy:

  • prima fase, potente liberazione di serotonina con effetti gratificanti che durano 1-3 ore
  • una fase di plateau, tra le 2 e le 4 ore
  • ultima fase, entro 4-6 ore si esauriscono le scorte di serotonina e si ha la progressiva riduzione degli effetti