ETILGLUCURONIDE | SIGLA: ETG

Nel mondo circa il 70% delle persone in età adulta consuma alcol. Stando agli ultimi dati forniti dal WHO in materia, nel solo 2012 3.3 milioni di morti (ossia il 5.9% dei decessi totali) sarebbero imputabili in qualche misura al consumo di alcol e la fascia di età maggiormente colpita da questo infausto fenomeno è quella 20-39 anni, dove la percentuale di morti collegabile al consumo di bevande alcoliche rispetto al numero totale di decessi sale sino al 25% circa.

L’alcol è una sostanza psicoattiva con spiccate proprietà che inducono la dipendenza nel consumatore; l’impatto del consumo sulle persone e sulla società nel suo complesso è determinato dal volume di alcol consumato, lo schema del consumo e, in rare occasioni, anche dalla sua qualità. Il consumo di alcol è un fattore di rischio per lo sviluppo di circa 200 differenti malattie ed infortuni.

L’etanolo è un composto stupefacente; ha molteplici effetti sull’organismo umano, di natura energetica, farmacologica, tossica, psichica. Dopo essere ingerito, viene rapidamente assorbito dallo stomaco e dall’intestino tenue e si distribuisce in tutta l’acqua corporea (che, per l’organismo umano, ammonta a circa 0,55 l/kg).

I primi ben noti sintomi di intossicazione acuta da etanolo nell’uomo sono un eloquio indistinto, incoordinazione muscolare motoria, aumentata fiducia in sé stessi ed euforia. La maggior parte dei soggetti sono rumorosi ed estroversi, mentre altri diventano più chiusi e solitari: comunque l’umore rimane labile, con atteggiamenti alternati di aggressività, sottomissione, euforia, malinconia.

La dose tossica di etanolo dipende da individuo a individuo, per età, sesso, popolazione, alimentazione, malattie, assuefazione. L’intossicazione da alcol può generare perdita della lucidità mentale, coma, malformazioni al feto (nel caso di abuso in gravidanza), morte.

Nella classifica di pericolosità delle varie droghe stilata nell’articolo “Development of a rational scale to assess the harm of drugs of potential misuse” (Lancet 2007; 369: 1047–53), l’alcol occupa il quinto posto.

La maggior parte (circa il 90%) dell’etanolo viene metabolizzato nell’organismo, mentre una piccola parte viene eliminata nelle urine, nel sudore e nell’aria espirata: il rapporto di etanolemia (concentrazione di etanolo nel sangue) e aria alveolare (valore misurato con l’etilometro) è relativamente costante, 80 mg di etanolo per 100 mL di sangue producono 35 µg/100 mL di etanolo nell’aria espirata.

Al contrario della maggior parte delle droghe d’abuso, l’etanolo viene eliminato in modo relativamente veloce dall’organismo, rendendo talvolta difficoltoso stabilire se una persona ha assunto alcol attraverso test sull’aria alveolare espirata o sul sangue, soprattutto se a distanza di ore rispetto all’assunzione. A complicare ulteriormente questo genere di analisi, concorrono le necessarie considerazioni sul tasso di metabolizzazione dell’alcol etilico assunto che, come è noto, può variare notevolmente da individuo a individuo ed è influenzato da fattori come massa corporea, peso, sesso, razza, attività fisica, assunzione a stomaco pieno o vuoto, ed ancora numerosi altri fattori.

Tra i più recenti marker biochimici disponibili nella diagnostica sia strumentale di laboratorio che a livello di tecnologie immunocromatografiche rapide on site, si è andato negli ultimi anni affermando l’Etilglucuronide (EtG) e la sua misurazione nelle differenti matrici biologiche umane.

L’Etilglucuronide è una molecola non volatile, polare, non ossidativa e relativamente stabile che scaturisce dal processo di metabolizzazione dell’alcol etilico assunto – ad esempio attraverso bevande alcoliche – attraverso la coniugazione, a livello epatico, dell’etanolo con l’acido glucuronico ad opera dell’enzima UDP-glucuronil-transferasi.