KETAMINA | SIGLA: KET

La ketamina è un farmaco anestetico generale, di tipo dissociativo, non barbiturico, ad azione rapida; più recentemente ed a livello sperimentale, il suo utilizzo è stato testato contro il disturbo bipolare e l’alcolismo.

È chimicamente parente della fenciclidina, che ha rapidamente sostituito come anestetico generale, per i minori effetti collaterali indotti (la fenciclidina può infatti causare psicosi e reazioni violente) e una durata d’azione minore (45 minuti-1 ora), che la hanno reso da subito più maneggevole e sicura da utilizzarsi in tali ambiti. La ketamina è considerata una “core medicine“, essendo segnalata dal WHO nella “List of Essential Medicines“, ossia l’elenco dei farmaci indispensabili per ogni ospedale. La Food and Drug Administration (FDA) statunitense ne ha autorizzato l’uso negli USA come anestetico dissociativo generale a partire dagli anni ‘70. In Italia è commercializzata dalla società farmaceutica Parke-Davis con il nome di Ketalar, e da altre società con i nomi di Ketanest e Ketaset.

In ambito medico, la ketamina è ampiamente utilizzata per interventi chirurgici, in genere di breve durata, soprattutto in campo pediatrico, traumatologico e in ambito veterinario. Viene anche usata per indurre l’anestesia prima di somministrare altri anestetici generali, oppure come supplemento all’impiego di altri anestetici. La ketamina è un anestetico di carattere dissociativo: soprattutto a causa delle allucinazioni che può causare, essa non è generalmente utilizzata come anestetico primario, anche se può divenire l’anestetico di scelta quando non siano disponibili affidabili apparecchiature di ventilazione. La ketamina è anche uno dei pochi anestetici somministrabili per via orale, endovenosa ed intramuscolare.

Dosaggi sub-anestetici possono portare il soggetto a forti allucinazioni visivo-auditive definite come “di pre-morte”, con la percezione di “entità disincarnate”, apparenti visioni del futuro (flashforward) e vista del proprio corpo dall’esterno. Nella fase di risveglio il paziente può provare eccitazione che si caratterizza per sogni vividi (piacevoli o spiacevoli), associati o meno ad attività psicomotoria, che si manifesta con sintomi di confusione mentale e comportamento irrazionale.  Al contrario, in caso di intossicazione da ketamina, possono comparire ansia, palpitazioni, tachicardia, dolore toracico, ipertensione, confusione, vomito, perdita di memoria, alterazione mentale.

Proprio in virtù della sua capacità di indurre allucinazioni ed esperienze “extra-corporee“, si è notevolmente diffuso l’uso della ketamina come droga d’abuso. Gli effetti stupefacenti della ketamina sono meno intensi e meno duraturi rispetto a quelli della fenciclidina, da cui, come detto, deriva. La ketamina rientra nelle cosiddette “club drugs“, insieme all’ecstasy e al GHB (acido gamma-idrossibutirrico, chiamato anche ecstasy liquida), utilizzate ampiamente dai giovani in contesti di socializzazione quali, ad esempio, i rave parties. La via di somministrazione più diffusa è quella nasale (82%) seguita da quella endovenosa, intramuscolare e orale.  La ketamina non ha odore o sapore, pertanto può essere miscelata ad altre sostanze o bevande senza che il soggetto ne sia consapevole. A dosi pari a 0,2 mg/kg, gli effetti della ketamina comprendono elevazione del tono dell’umore, sogni piacevoli o spiacevoli, alterazione delle funzioni cognitive, della memoria e dell’attenzione. A dosi maggiori, uguali o superiori a 2 mg/kg, gli effetti della ketamina risultano essere allucinogeni: distorsione della percezione del proprio corpo, che viene percepito come fatto di gomma o di legno, assenza della percezione del tempo, sensazione di fusione con altri corpi od oggetti. Il rischio maggiore per chi utilizza la ketamina come sostanza stupefacente, non è tanto il rischio di morte, ma quello di perdere il contatto con la realtà e di esporsi ad incidenti mortali. Poiché disinibizione e amnesia retrograda sono alcuni degli effetti della ketamina, la droga favorisce inoltre i comportamenti sessuali a rischio.

Nella classifica di pericolosità delle varie droghe stilata nell’articolo “Development of a rational scale to assess the harm of drugs of potential misuse” (Lancet 2007; 369: 1047–53), la ketamina occupa il sesto posto.