TENAMFETAMINA | SIGLA: MDA

La 3,4-Metilenediossiamfetammina, meglio conosciuta come MDA e Tenamfetamina, è un composto chimico semisintetico; trattasi di un’amfetamina psichedelica, psicostimolante, empatogena ed entactogena. Da un punto di vista chimico, l’MDA differisce dalla più nota MDMA (Ecstasy) per un gruppo metilico in meno.

Da un punto di vista farmacologico l’MDA si comporta come un agente rilasciante serotonina-norepinefrina-dopamina e, a causa dei suoi effetti euforici e allucinogeni, il farmaco è una sostanza controllata e il suo possesso e la vendita sono illegali nella maggior parte dei paesi occidentali. MDA è raramente ricercata come una droga ricreativa specifica rispetto ad altri farmaci della famiglia delle anfetamine, ma rimane un farmaco importante e ampiamente usato perché è un metabolita primario, il prodotto della de-alchilazione epatica di MDMA/Ecstasy

Sintetizzata per la prima volta nel 1910, venne successivamente brevettata come sedativo della tosse nel 1956, come tranquillante nel 1960 e come inibitore dell’appetito nel 1961, anche se in realtà non venne mai commercializzata per tali fini medici. Nel corso di tali anni di studio della sostanza come potenziale farmaco di uso commerciale, venne a lei attribuita la Denominazione Comune Internazionale di Tenamfetamina. Come droga ricreativa iniziò invece a diffondersi intorno alla metà degli anni sessanta, quando era facilmente reperibile come agente chimico di ricerca e a costi del tutto irrisori.

Da un punto di vista degli effetti indotti sull’organismo umano, l’MDA si differenzia dall’MDMA soprattutto per il modo in cui influenza le percezioni sensoriali (effetto entactogeno), per l’intensificarsi della capacità di immedesimazione (effetto empatogeno) e per l’intensità degli effetti allucinogeni.

L’MDA è venduto nel mercato illegale solitamente in forma pura, come cristalli o pillole e più raramente in capsule e non è raro inoltre trovare MDA come “adulterante” in pasticche acquistate come MDMA. La dose media riportata dagli utilizzatori si attesa nel range 100-150 mg ed il consumo avviene prevalentemente per via orale e molto più raramente per aspirazione (fumo). Gli effetti si avvertono dopo circa 30-90 minuti dall’ingestione e si protraggono facilmente per 5-6 ore.

Gli effetti collaterali dell’uso di MDA che si possono presentare a breve termine includono nausea, vomito, bocca secca, contrazione dei muscoli mascellari, sudorazione, disturbi del coordinamento motorio, disturbi del sonno, tremore. La discesa degli effetti è spesso considerata più pesante rispetto all’MDMA e viene spesso accompagnata da sentimenti depressivi. Per quanto concerne gli effetti collaterali a lungo termine le evidenze scientifiche suggeriscono che la sostanza abbia effetti epatotossici e neurotossici per l’organismo umano.