METAMFETAMINA | SIGLA: mAMP

La metamfetamina è un potente stimolante del sistema nervoso centrale che induce dipendenza e che condivide con l’amfetamina il meccanismo d’azione, basato sul rilascio delle catecolamine a livello sinaptico, in particolare dopamina, il neurotrasmettitore deputato a stimolare la sensazione di piacere ed onnipotenza. Tuttavia, gli effetti della metamfetamina sul sistema nervoso centrale sono sensibilmente più estesi rispetto all’amfetamina, il che la rende una droga dai potenziali di abuso e dipendenza molto più elevati.

La metamfetamina venne scoperta nel 1893 ed esiste in due forme enantiomere: levo-metamfetamina e destro-metamfetamina; il primo uso della metamfetamina è stato in inalatori nasali per l’asma e come decongestionante nasale. Questi inalatori contenevano però la forma levo (L), molto più attiva a livello periferico della forma destro (D) o della miscela racemica che viene usata come stimolante. A livello medico, la sostanza viene ancora utilizzata – anche se raramente a dire il vero – per il trattamento dell’obesità e del disturbo ADHD (Attention deficit hyperactivity disorder – sindrome da deficit di attenzione e iperattività) sia nei bambini che negli adulti.

All’inizio del XXI secolo l’abuso di metamfetamina è divenuto sempre più allarmante, specie nelle aree rurali dove era nata, e più precisamente sulla costa ovest degli USA. Dalla fine degli anni ottanta la metamfetamina è decisamente diffusa anche in Europa.

La metamfetamina deve la sua notorietà in quanto economica e facile da produrre: infatti, i materiali sono facilmente reperibili e spesso legali.  Questa droga riesce a trovare ampio margine nei paesi più poveri e sottosviluppati, in quanto la sua capacità di stimolazione della dopamina permette di affrontare, avvertendo minor fatica, estenuanti turni di lavoro, causando tuttavia, allo stesso tempo, un totale e inevitabile sfinimento fisico. La metamfetamina viene comunemente utilizzata a scopo ricreativo per le sue caratteristiche euforizzanti ed afrodisiache; i nomi comuni con cui è conosciuta e commercializzata illegalmente sono Ice, Shaboo, Crystal Meth.

La metamfetamina può essere assunta per via orale, intravenosa o per inalazione, producendo peraltro effetti di diversa natura e durata proprio in considerazione della modalità di assunzione: è comunque caratterizzata da un effetto molto lungo (6-12 ore) se paragonata a tutte le altre droghe d’abuso.

La metamfetamina è un potente stimolante, riduce l’appetito aumentando invece la capacità di rimanere svegli. La sensazione è più breve e intensa se viene iniettata o fumata, mentre è più lunga e meno intensa se inalata o ingerita. Ciò è dovuto al rilascio di notevoli quantità di dopamina nelle aree del cervello che regolano la sensazione di piacere.

L’utilizzo a lungo termine di metamfetamina provoca innanzitutto dipendenza. Oltre a questo si può riscontrare in soggetti che utilizzano abitualmente questa sostanza la manifestazione di sintomi come comportamenti violenti, ansia, confusione, insonnia, paranoia e disturbi della personalità. Nel giro di alcuni mesi l’uso abituale di questa droga provoca effetti irreversibili sulle cellule cerebrali, soprattutto quelle produttrici di dopamina, che vengono danneggiate gravemente. Inoltre si hanno molti altri effetti come perdita dei denti e dei capelli. Essendo tossica e composta utilizzando sostanze dannose, può provocare la morte per overdose di chi ne fa uso.

Dosi acute portano alla innalzata stimolazione del sistema nervoso centrale e causano euforia, lucidità, riduzione dell’appetito, senso di accresciuta energia. Effetti più acuti si traducono in ansia, paranoia, comportamenti psicotici, aritmie cardiache.

Nella classifica di pericolosità delle varie droghe stilata nell’articolo “Development of a rational scale to assess the harm of drugs of potential misuse” (Lancet 2007; 369: 1047–53), la metamfetamina non compare tra le prime venti sostanze.